BLOG

By saraceno riccardo 19 Jul, 2017

Il problema delle reazioni cutanee legate all'esposizione di sostanze chimiche in modo prolungato è un problema ricorrente.

  • Dermatiti: le dermatiti localizzate rappresentano il principale sintomo di questo problema. Si manifestano nella zona del corpo toccata dalla sostanza in questione, e possono essere caratterizzate dalla presenza di vescicole che si formano in seguito a un aumento della permeabilità dei vasi ematici dell’area del corpo interessata dallo sfogo. Assieme a questi segnali si può ricordare anche il prurito, che può essere un sintomo della disidrosi alle mani  e ad altre parti del corpo.
  • Desquamazioni: in alcuni casi si può parlare di vere e proprie desquamazioni della pelle nella zona venuta a contatto con il nichel. Questa situazione può essere accompagnata da episodi di bruciore. Le desquamazioni – e il conseguente inscurimento della pelle – costituiscono un sintomo di un contatto prolungato.

L'olio solitamente è il principale sospettato, ma esistono altri fattori (alcuni predisponenti) che possono aumentare la probabilità che si presenti questo tipo di problema (solventi, paste lavamani ecc.).

Che cos'è l'olio emulsionabile? Si definisce liquido lubrorefrigerante o ‘olio da taglio’, un liquido in grado di lubrificare e/o raffreddare l’interfaccia tra il pezzo metallico lavorato e lo strumento utilizzato per modificare la forma del metallo.  

Olio buono o non buono, produce una sensibilizzazione nelle persone predisposte. Gli allergeni sono individuali, quindi quello che causa irritazione ad uno può non causare irritazione ad un altro. 

Detto questo, dal Gennaio 2016 sono stati inseriti a livello legislativo i donatori di formaldeide all'interno dell'elenco dei composti cancerogeni (passando da composto presunto a certo). All'interno della scheda di sicurezza di un prodotto vi è l'obbligo di riportare i donatori di formaldeide, fino ad un livello dello 0,1%, sotto tale soglia potrebbero essere presenti anche in assenza di dichiarazione.

Esistono in circolazione ancora molti prodotti che contengono queste sostanze, nonostante la legislazione, che non costringe i produttori ad eliminarle, ma semplicemente li costringe ad indicare il rischio chimico con una nomenclatura più severa (cancerogeno). I formulati più recenti si avvalgono di antibatterici non donatori di formaldeide di nuova generazione, anche perché se così non fosse un bagno durerebbe nemmeno un mese prima di fare la muffa. 

Il nichel è presente invece negli oli molto ricchi di componente minerale (solitamente quelli impiegati per lavorazioni più gravose), ed è ben noto il suo potere allergenico, considerato che spesso sono note reazioni allergiche nei confronti di bigiotteria realizzata con leghe che contengono questo materiale. 

Sul mercato esistono ancora molti prodotti, che non si sono adeguati alla normativa, ma credo sia fondamentale impadronirsi dei concetti chiave per poter valutare autonomamente.  

Un buon atteggiamento è quello di selezionare 2/3 prodotti che siano ipo-allergenici, e testarli per vederne la reazione. Considerate anche che un prodotto vecchio probabilmente conterrà sostanze più aggressive rispetto ad un formulato più recente, perché il progresso fortunatamente cerca proprio di migliorare questi tipi di aspetti. Esistono prodotti sul mercato che sono rimasti identici da più di 10 anni! Questo sicuramente non è indice di avanguardia tecnica e non vale il detto "GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO". 

TUTTI I PRODOTTI DELLA LINEA ZEP NON CONTENGONO DONATORI DI FORMALDEIDE, NE' BORO, NE' CLORO, NE' ZOLFO, NE' NICHEL (tutti composti la cui esposizione potrebbero causare problemi di salute sia a livello dermatologico che polmonare e oculare).

Un'altro aspetto sottovalutato è l'utilizzo di paste lavamani aggressive... in barattolo tipo WOLF & Co. Causano microabrasioni e mettendo tutti le mani nello stesso barattolo la contaminazione batterica va alle stelle. Questa è decisamente una brutta abitudine da evitare!


By saraceno riccardo 13 Jul, 2017

E' ormai da qualche tempo che si sono diffuse, presso le industrie metalmeccaniche, le macchine per il taglio delle lamiere che usano un raggio laser, anziché il cannello ad ossigeno. Essendo il raggio laser costituito da un sottilissimo “pennello di luce monocromatica” ad altissima energia, si ottengono, per fusione, tagli rapidi, netti e senza sbavature. Per produrre questo raggio, si usa un “generatore laser” (costituito da lampada, monocromatore, specchi, ecc.) che si scalda durante l’uso. Per raffreddare il generatore generalmente viene installato un gruppo per la termoregolazione (gruppo frigo), che utilizza acqua come fluido refrigerante. Si tratta di un circuito chiuso. Il circuito di raffreddamento, posto in genere in una sorta di armadio a fianco della macchina, è costruito utilizzando diverse metallurgie: rame, acciaio, alluminio. L’acqua contenuta è generalmente compresa tra 50÷200 litri.

PROBLEMI RICORRENTI:

Durante l’esercizio può succedere che la macchina vada in blocco. Ciò è causato dallo sporcamento dello scambiatore in cui ricircola l’acqua; la riduzione di scambio termico provoca un innalzamento della temperatura dell’acqua refrigerante, con conseguente blocco del generatore, allo scopo di proteggerlo da pericolosi surriscaldamenti. Lo sporcamente dello scambiatore può essere causato: 

• da fouling batterico, nel caso si siano utilizzate acque addolcite o demineralizzate.

 • da incrostazioni, nel caso si siano utilizzate acque non addolcite o demineralizzate, o in presenza di errato condizionamento chimico.

COSA FARE?

Premesso che i suggerimenti riportati sono finalizzati al ripristino delle originali condizioni ed al mantenimento delle migliori condizioni di esercizio, e che questi obbiettivi possono essere realizzati anche con un “percorso” diverso da quanto da me proposto, suggerisco:

PER IL RIPRISTINO

Per il ripristino, delle condizioni di flusso e di scambio, nel caso di incrostazioni, un lavaggio acido con un disincrostante delicato ed inibito che rispetti anche le leghe più delicate, facendo ricircolare, per non più di 30÷60 minuti, utilizzando la stessa pompa di ricircolo, una soluzione almeno al 5 %; Risciacquare e immettere subito il condizionante.

PER IL MANTENIMENTO SENZA RISCHIO DI GELO

Reintegrare il sistema con il condizionante chimico (antincrostante ed anticorrosivo, già additivato di biocida) specifico per le macchine taglio laser. Il prodotto si usa tal quale, a riempimento del sistema.

PER IL MANTENIMENTO CON RISCHIO DI GELO

Reintegrare il sistema il condizionante chimico specifico per le macchine taglio laser che corrono il rischio di congelamento della soluzione di raffreddamento. Il prodotto si usa tal quale, a riempimento del sistema.

Per una consulenza gratuita non esitare a contattarmi.

TEL. 335347823

saracenozep@libero.it

By saraceno riccardo 02 Jul, 2017

Purtroppo, molto spesso, nelle officine si assiste alla spannometria più smodata nell'ambito della gestione delle emulsioni.

Ovviamente, monitorare tutti i parametri (conducibilità, durezza, ph, concentrazione batterica ecc), ed agire di conseguenza, non è cosa da poco.

Un parametro, invece, semplice ma vitale da misurare è la concentrazione. Come si fa a sapere se il bagno è al massimo della sua resa in termini di prestazioni se non si sa nemmeno a che percentuale si sta lavorando?

Oltretutto la concentrazione è soggetta ad oscillazione a causa del trascinamento da parte dei pezzi lavorati, evaporazione, perdite ecc.

Occorre pertanto tenere sempre sotto osservazione il livello e quando necessario ripristinarlo in modo solerte.

Alcuni oli hanno un uso molto trasversale e si prestano a differenti lavorazioni a seconda della percentuale, che dovrà aumentare in modo direttamente proporzionale alla gravosità della procedura da effettuare, o del materiale.

Uno strumento che ci corre in soccorso è il rifrattometro. Si presenta come un piccolo cannocchiale, ed è davvero di facile utilizzo ! Un alleato prezioso per il tornitore.

I rifrattometri sono di varia fattezza ed è sufficiente cercarne uno su Amazon per accorgersi che quest'ultimo è disponibile in centinaia di versioni diverse, ed infatti viene utilizzato per misurare la concentrazione di un grande numero di soluzioni come ad esempio l'antigelo, lo zucchero disciolto nel mosto (in viticoltura) o addirittura nel miele (in apicoltura).

Bene... rivolgetevi al vostro fornitore di olio di fiducia, sicuramente saprà fornirvi questo strumento, e se non ne è in grado beh, cambiate fornitore.

Una volta reperito, occorre tararlo, e per farlo è necessario effettuare la prima misurazione con acqua distillata. Prelevare poche gocce con la pompetta in dotazione e posizionarne una piccola quantità sul vetrino. A questo punto basterà direzionare lo strumento verso una fonte luminosa e girare la vite, che solitamente è posizionata al di sotto dell'impugnatura, con il piccolo cacciavite (sempre all'interno della confezione) finché il livello si posizionerà sullo zero.

By saraceno riccardo 22 Jun, 2017

Il settore oleodinamico è in forte espansione a livello mondiale grazie alla sua grande capacità di gestire notevoli potenze tramite componentistica di dimensioni e pesi ridotti rispetto a tecnologie alternative.

L'Italia occupa un ruolo di punta nel mercato europeo ed è tra i primi 5 produttori mondiali di componenti oleodinamici.

Nella tipica applicazione oleodinamica, la portata d'olio generata da una pompa all'interno di un circuito oleodinamico viene utilizzata per muovere un martinetto o un motore idraulico a seconda che l'effetto meccanico desiderato (forza o movimento) sia lineare o rotatorio.

Il fluido idraulico è il mezzo di trasporto dell'energia in un impianto oleodinamico. Il fluido idraulico più diffuso è quello minerale, ma ne esistono anche di tipo vegetale o sintetico.

Scegliere un buon fluido idraulico per la propria macchina è una scelta importante. Infatti, i lubrificanti che possiedono caratteristiche anticorrosive e di protezione e sono realizzati con l'utilizzo di additivi di qualità consentono di proteggere il circuito oleodinamico riducendo gli interventi di manutenzione e il rischio di guasti.

Gli unici due parametri che vengono tenuti in considerazione da un acquirente sono solitamente il prezzo e il grado ISO VG, una classificazione molto usata per gli oli industriali , ogni grado è un intervallo di diffusività cinematica  a 40 °C . Valori più alti corrispondono a viscosità più elevate.

Peccato che un olio di scarsa qualità, di base magari rigenerata, avrà un ISO VG poco stabile al variare della temperatura (anche pochi gradi). Quindi è sempre importante capire che cosa si sta acquistando e non confondere MELE con PERE.

Oli idraulici "poveri" possono causare corrosione, schiuma o otturazione dei filtri (causata dallo zinco che viene utilizzato come additivo).

Personalmente consiglio sempre di acquistare un OLIO PREMIUM QUALITY, cioè ad ALTO INDICE DI VISCOSITA'. I soldi risparmiati, acquistando un olio a buon mercato, saranno di magra consolazione quando occorrerà effettuare interventi di manutenzione frequenti o avere a che fare con perdite continue (anche pericolose per il rischio di scivolamento).

OLIO AD ALTO INDICE DI VISCOSITA', VANTAGGI:

-Buona stabilità agli sforzi. Mantiene le caratteristiche di viscosità per lunghi periodi di tempo

-Basso punto di scorrimento che garantisce una buona fluidità a bassa temperatura

-Elevate prestazioni e un funzionamento affidabile che deriva dal rapido rilascio di aria, ottimo controllo dello schiumeggiamento, del rilascio di aria e dell'acqua.

-Eccezionale protezione dalla corrosione che riduce l'effetto negativo della umidità dei componenti dei sistemi

-Buona stabilità termico ossidativa che riduce i depositi e migliora le prestazioni delle valvole.

L'olio è un bene prezioso ed è importante prolungare la sua vita il più possibile (lo dico a mio discapito considerato che lo vendo) ed è possibile recuperarlo da macchine "ferme" o in manutenzione, filtrarlo, e riutilizzarlo.

A titolo di esempio, la   silice, presente nell’ambiente nella forma di sabbia o polvere, il   metallo brillante   originate dall’usura interna al sistema, la   ruggine   e le   fibre   generate da carta e stracci di pulizia in ambiente industriale, possono inquinare il fluido e alterarne le caratteristiche.

L’effetto deleterio degli agenti contaminanti solidi è rappresentato essenzialmente dall’ usura da abrasione, che logora i componenti e produce, in un effetto a catena, altre particelle contaminanti.

Un altro agente contaminante è l’ acqua, che può comparire all’interno del circuito idraulico in ambienti soggetti a forti sbalzi termici o causa di rotture di impianti di raffreddamento a liquido presenti nell’impianto.

La soluzione è un'unità mobile di travaso e filtraggio che si propone come attrezzatura ideale per decontaminare l’olio da particelle inquinanti. Dotato di pompa volumetrica, a funzionamento continuo, che aspira il fluido inviandolo ad un filtro a cartuccia ad alta capacità filtrante. Manometro per il controllo dell’intasamento del filtro. Supporto carrellato. Rumorosità minore di 70 dB. Filtro a cartuccia intercambiabile con testata. Viene fornita di serie una cartuccia di ricambio.

By saraceno riccardo 10 Jun, 2017
Al contrario di quanto si pensi l'acciaio inox, non è esente da ossidazione, e capita spesso che durante lo stoccaggio, specialmente se è presente ossidazione o sporco di varia natura si verifichi il fenomeno del pitting.

È una forma di corrosione localizzata di geometria variabile (crateri, caverne, punte di spillo ecc.) e dimensioni molto piccole (0.1 ÷ 2 mm). Attacco modesto in termini di perdita di massa, ma molto insidioso in quanto si sviluppa in profondità. Le condizioni per avere attacco per pitting sono: - materiale a comportamento attivo-passivo - presenza di cloruri (industria alimentare) - blando ambiente ossidante (ambiente tipico: acqua di mare).

Si distinguono due fasi: innesco e propagazione. Nella fase di innesco si ha un indebolimento da parte dei cloruri dello strato passivo del metallo, nei punti in cui il film è più debole a causa di difetti, bordi di grano, bande di scorrimento, inclusioni. Nei punti dove il film passivo si è rotto, parte la reazione di corrosione, mentre all'esterno del pit, dove il film è intatto, si manifesta la reazione catodica. 

By saraceno riccardo 10 Apr, 2017
La pulizia dei pezzi meccanici rappresenta un grande problema per le officine in quanto lo sporco carbonioso, il grasso sedimentato e la polvere si mischiano formando un deposito tenace e molto difficile da rimuovere. Alcuni componenti oltretutto sono delicati e l'utilizzo di detergenti o solventi troppo aggressivi potrebbero finire per danneggiarli.

Solitamente è usuale utilizzare vasche lavapezzi che utilizzano solventi, che, oltre che pericolosi ed infiammabili, vanno smaltiti correttamente e sostituiti spesso per mantenere la performance inalterata.

Per risolvere questo problema solitamente consigliamo BIOPOWER SYSTEM , ma esistono casi nei quali è possibile sfruttare un altro tipo di macchinario per velocizzare al MASSIMO l'operazione di lavaggio, che può essere ultimata in 1/2 minuti.

La pulizia dei pezzi non è mai stata così veloce ed efficace. Con la macchina lavapezzi HIGH PRESSURE (versione potenziata della TORRENT), è possibile pulire il 90% dei pezzi in un solo minuto. Ormai pulire i pezzi con vasca, pennello e solvente fa parte del passato. Paragonato ad una vasca lavapezzi con solvente, HIGH PRESSURE è più veloce ed assicura prestazioni di pulizia superiori.

L'obiezione più comune e anche quella più giusta riguarda l'azione ossidante dell'acqua, che come sempre in questi casi (come ad esempio con le macchine ad ultrasuoni o a cestello rotante) viene risolto attraverso l'utilizzo di speciali additivi anticorrosivi, individuati di volta in volta in base al materiale da pulire.

By saraceno riccardo 28 Mar, 2017


ISTRUZIONI:

1)           Accertarsi che l’interruttore posto sul frontale sia in posizione spento (0);

2)           inserire la spina in una presa di tensione 220 V 50/60 Hz, in grado di sopportare un carico di 15A max;

3)           introdurre soluzione detergente o altro liquido di lavaggio (fino a circa 25 mm dal bordo superiore), ricordandosi di non usare liquidi infiammabili;

4)         posizionare il termostato sulla temperatura desiderata;

5)           dare tensione portando l’int erruttor e su ON;

6)         quando il bagno entra in temperatura il termostato di- sinserisce automaticamente il riscaldamento;

7)           Selezionare il tempo di lavaggio ad ultr asuoni agen- do sul temporizzatore. A fine ciclo il generatore di ultr asuo- ni si spegne automaticamen- te. Per effettuare un secondo ciclo è necessario reimpostare il temporizzatore;

8)           per i modelli con regolatore di potenza: regolare la manopola del potenziometro fino alla potenza desiderata.


NOTE:


A)           La piena efficienza delle apparecchiature si ottiene quando il liquido di lavaggio è perfettamente degasificato. Per fare ciò, avviare gli ultrasuoni nella vasca piena di liquido per circa 10 minuti, senza introdurre pezzi da lavare. Ripetere tale operazione ogni qual volta si cambia il liquido di lavaggio.

B)             Lavaggio di particolari molto piccoli: riempire la vasca in funzione dei pezzi da immettere, con acqua calda o fredda. Immergere dei piccoli contenitori in modo da creare un bagnomaria.

Fare attenzione che i conte- nitori siano immersi almeno per metà nel bagno, e che l’acqua non tracimi dal bordo.


Riempire i contenitori con il liquido detergente. I tempi di lavaggio variano da circa 1 minuto a 30 minuti, in relazione allo sporco da togliere ed alla temperatura del bagno di lavaggio.

Non fare mai funzionare gli ultr asuoni senza acqua nella vasca.

Importante

La resistenza di riscalda- mento è posta su una parete laterale della vasca e pertanto il livello del liquido deve coprirla completamente (riempimento minimo 10 cm).

Non usare liquidi infiammabili , ma utilizzare detergenti base acqua.

Quando si vuota la vasca accertarsi che l’apparecchiatura sia completamente spenta (ultrasuoni e riscaldamento disinseriti ).


L'IMPORTANZA DI UN DETERGENTE SPECIFICO:

IN BASE AL TIPO DI LEGA O MATERIALE DA UTILIZZARE (E' MOLTO IMPORTANTE INDIVIDUARE LA PRESENZA DI ALLUMINIO O LEGHE DI ALLUMINIO) PER INDIVIDUARE IL PRODOTTO ADATTO.

INSIEME AL PRODOTTO SARA' NECESSARIO INSERIRE DEI PRODOTTI ANTICORROSIVI, PER INIBIRE L'AZIONE OSSIDANTE.

AQUA PLUS
Inibitore di corrosione per lavaggio pezzi meccanici

Prodotto antiruggine per sistemi acquosi additivato in piccole percentuali (0, 5-1, 5%) all'acqua o a bagni acquosi vari, previene la formazione di ruggine sulle superfici metalliche ferrose. Ha anche una discreta azione batteriostatica essendo in grado di evitare crescite batteriche.

By saraceno riccardo 20 Mar, 2017

Le autocisterne, soprattutto nel caso di trasporto di materie destinate al consumo (latte, olio, farine ecc) necessitano di un'accuratissima pulizia e sanificazione. Bisogna eliminare il rischio microbiologico che potrebbe danneggiare la derrata alimentare in modo più o meno grave.

Occorre un sistema di dosaggio e dei prodotti efficaci e sicuri.

Il prodotto principe è senz’altro il Formula 10184 per la pulizia interna delle cisterne destinate all’industria alimentare, dosato tra lo 0,5% e l’1% con il sistema automatico Tankcleaning con acqua calda (circa 80°C) a pressioni comprese tra 50 e 100 Bar, a seconda dei tipi di residui da eliminare.


FORMULA 10184 è un efficace sgrassante schiumogeno in grado di eliminare lo sporco pivp pesante.Il prodotto è particolarmente caustico, evitare quindi il contatto con alluminio e ferro verniciato.

Dopo il risciacquo con acqua fredda segue la fase di sanificazione dell’interno cisterna con l’utilizzo di un prodotto a base di acido peracetico, PEROXAN. L’acido peracetico è un’agente sanificante largamente utilizzato nelle industrie alimentari come alternativa ai prodotti base Cloro. E’ attivo su un’ampia gamma di batteri lieviti e funghi.

PEROXAN è una soluzione concentrata a base di acido peracetico ad ampio spettro e ad azione prolungata.  


  • Non lascia residui tossici in quanto degrada in acido acetico ed acqua ossigenata. 
  • Grazie all’azione ossidante rimuove e distrugge ogni forma microbiologica e ogni tipo di odore. 
  • Può essere usato come sanificante in impianti a ricircolo (C.I.P.) in quanto non è schiumogeno.  

 Per mascherare qualche residuo di cattivo odore viene aggiunta manualmente una piccola quantità di FRESH CLEAN. Con SUPERKLEAN invece vengono lavate e sgrassate a mano le valvole di scarico che si smontano dalle cisterne. La registrazione NSF ne permette l’uso in questa specifica applicazione. Le parti esterne dei mezzi vengono lavate a mano con HPB, usato con grandi spazzole, mentre le autobotti in alluminio, i telai e i cerchioni dei camion tornano come nuovi con BRITE STALUME 27. 


By saraceno riccardo 13 Mar, 2017
La detergenza e la sanificazione con prodotti schiumogeni rappresenta un anello fondamentale nella catena dell’igiene alimentare. Un’applicazione efficace deve consentire la produzione di una schiuma densa, in grado di aderire alle superfici, anche verticali, per il tempo necessario affinchè l’attivo chimico possa agire completamente.

Rimuove efficacemente residui alimentari difficili da rimuovere e particolarmente resistenti come materiale proteico, amido e grasso.  

La schiuma assicura inoltre la detersione e la sanificazione anche nei punti di difficile accesso .

I prodotti e le attrezzature ZEP consentono di:

• Massimizzare l’attività degli attivi (acidi, alcalini, sanificanti)
• Minimizzare il consumo
• Controllare visivamente le superfici coinvolte nel lavaggio
• Risciacquare facilmente la schiuma
• Essere utilizzate con acqua di diversa durezza

L'utilizzo di attrezzature ergonomiche, sia ad alta che a bassa pressione a seconda dell'utilizzo e della prestazione ricercata, permette di sfruttare in sinergia le caratteristiche proprie del tipo di prodotto che potrà essere più o meno alcalino (o acido in caso di rimozione di calcare), più o meno denso e arricchito di differenti principi attivi sanificanti.

Un cannone schiumogeno di ridotte dimensioni  come FOAM AIR SYSTEM è idoneo alla preparazione di consistenti schiume, fortemente aggrappanti, per una efficace detergenza di apparecchiature, pavimenti, pareti, soffitti e superfici varie. La sua particolare costruzione ne permette l’uso anche in presenza di bassa pressione di acqua (2,5-3 bar) con un funzionamento continuo, esente da sobbalzi. Un dispositivo di disconnessione idraulico interviene in caso di necessità per evitare che il prodotto possa tornare indietro nella linea dell’acqua e contaminare la rete. La dotazione prevede 20 mt di tubo ad alta resistenza e lancia in inox 400 mm provvista di valvola di intercettazione.

Rappresenta la migliore opzione per aziende medio piccole con la necessità di effettuare un lavaggio energico e veloce.

By saraceno riccardo 08 Mar, 2017
La problematica dei cattivi odori ha origine dalla liberazione di molecole maleodoranti quali Acido Solfidrico, ammine e mercaptani. Questi composti provengono principalmente dallo sviluppo di batteri solfato-riduttori in condizione anaerobiche.

I settori maggiormente coinvolti sono lo Smaltimento e trattamento dei rifiuti ma anche attività agricole, industriali fino ad arrivare al settore civile. Nel caso in cui gli impianti di trasformazione/smaltimento siano situati vicino a zone più o meno densamente abitate, tali cattivi odori provocano, da parte della cittadinanza, forti lamentele che possono culminare anche con il blocco totale o temporaneo dell’attività.

Il controllo degli odori è quindi fondamentale per il proseguimento dell’attività intrapresa, sia essa connessa al trattamento dei rifiuti o ad altra attività agricola, industriale o artigianale.

Zep propone una serie di soluzioni che affrontano e risolvono le situazioni problematiche:

• Una gamma di prodotti assorbenti, enzimatici e chimici ad azione assorbente e batteriostatica che permettono di prevenire o affrontare spandimenti e cattivi odori.

• Una serie di attrezzature che permettono di utilizzare al meglio i prodotti; dalla semplice bottiglia con spruzzatore all’impianto nebulizzatore per siti medio-grandi.


More Posts
Share by: